Auto d’epoca: facciamo chiarezza!


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Sono sempre più in aumento gli italiani che scelgono di acquistare un’auto d’epoca. Questi particolari veicoli oltre ad avere un grande fascino soprattutto per chi, quando era giovane le adorava e le desiderava tanto, soddisfano specifici criteri che consentono di usufruire di svariati vantaggi.

Possedere un’auto d’epoca significa spesso avere una vera fortuna. La valutazione di questi veicoli è elevata e spesso la loro vendita, fra collezionisti e appassionati può fruttare un buon guadagno. Va inoltre detto che i vantaggi in termini di assicurazione, bollo auto e revisione sono senz’altro allettanti!

Ma quali sono esattamente le auto d’epoca? I requisiti e le relative normative cambiano da Paese a Paese.

In Italia, dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità del Governo Renzi, può essere considerata auto d’epoca una vettura che sia stata costruita almeno 30 anni prima dell’iscrizione ad uno dei Registri dell’ASI (prima bastavano 20 anni); a definire un’auto d’epoca non è quindi l’anno della sua prima immatricolazione, bensì l’anno della sua costruzione.

Mentre restano iscrivibili all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) tutti i veicoli a motore che abbiano compiuto 20 anni dalla data di prima immatricolazione.

L’iscrizione all’interno dei registri ASI è consentita anche a quelle auto storiche radiate dal PRA, che non posseggono più documenti in corso di validità, indispensabili a circolare sulla strada. Tali auto, una volta inserite all’interno dei registri, possono essere ritargate. Affinché ciò avvenga, il proprietario del mezzo radiato dal PRA, deve produrre una dichiarazione che ne attesti lo stato di conservazione. Tale dichiarazione sostituisce un atto notorio

Bollo auto storiche, quando è necessario pagarlo?

Uno degli aspetti più interessanti per le auto d’epoca è la riduzione dei costi della tassa di possesso e dell’assicurazione. Per pagare il bollo in forma ridotta è necessario che un’auto d’epoca abbia compiuto 30 anni e rientri nella lista di auto considerate di interesse storico.

In Italia, però, ci sono delle differenze sul tema bollo auto storiche. In Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto, l’esenzione si ha solamente dopo che il veicolo ha compiuto 30 anni (fa fede l’immatricolazione).

In Lombardia l’esenzione arriva già dopo i 20 anni, a patto che il veicolo sia stato iscritto ai registri storici previsti (tra questi ASI, FMI). In Piemonte e Toscana è prevista una riduzione del bollo del 10% per i veicoli di almeno 20 anni a prescindere dall’iscrizione ai vari registri, e lo stesso vale in Umbria e Lazio, dove però viene richiesta l’iscrizione a uno di questi registri (controllare quali danno validità alla riduzione prima di procedere con l’iscrizione).

In Emilia Romagna e nella Provincia Autonoma di Trento, il bollo per i veicoli storici è una tassa di circolazione (nulla è dovuto se si tiene in garage il veicolo oppure se lo si usa su strade private) e ammonta a 25,28 euro per le auto e 10,33 euro per le moto; nella provincia autonoma di Bolzano, invece, la riduzione del bollo è del 50%. 2.

Revisione, assicurazione e circolazione su strada pubblica

Le auto storiche sono sottoposte a revisione periodica biennale, proprio come tutte le vetture dopo il compimento del quarto anno di età.

Per quanto riguarda l’assicurazione, queste auto devono essere coperte da una specifica polizza, l’assicurazione per auto storiche, a cui è possibile accedere previa registrazione all’ ASI (Automotoclub Storico Italiano) che rilascerà un apposito certificato di rilevanza storica e collezionistica, una sorta di carta di identità del veicolo, recante le caratteristiche tecniche specifiche nonchè la “storia” della quattro ruote. In linea di massima, ogni compagnia assicurativa prevede delle tariffe dedicate alle auto d’epoca: i costi sono nettamente inferiori, e molti di essi prevedono la franchigia

La circolazione su strada con le auto d’epoca prevede alcune differenze rispetto alla circolazione con auto comuni, e cioè:

  • è possibile guidare senza le cinture di sicurezza se l’auto non è predisposta con punti attacco;
  • non è obbligatorio circolare con le luci di posizione accese

Il ruolo dell’ACI

E’ importante tenere presente che non tutte le auto vecchie sono da considerarsi d’epoca. Queste devono possedere dei requisiti legati alla tecnologia, al design, alle prestazioni e soprattutto devono testimoniare uno sviluppo automobilistico nel corso degli anni. Inoltre l’auto deve essere stata mantenuta in stato decoroso e soprattutto in condizioni fedeli all’originale; in caso contrario non riuscirà a passare l’iscrizione ai Registri.

E’ proprio in quest’ottica che l’ACI ha stilato una lista di 340 modelli d’interesse storico con almeno 20 anni di anzianità; a questi vanno poi aggiunti tutti i modelli con oltre 40 anni di anzianità. I proprietari di questi modelli potranno dunque godere dei benefici riservati alle auto storiche, dal bollo all’assicurazione.

A questo proposito, l’Automobile Club d’Italia, ha istituito l’ACI Storico che, tra le altre cose, nasce anche con l’obiettivo di divenire lo spazio dove chi possiede una o più auto d’epoca possa condividere e mettere in evidenza le proprie competenze, passioni e idee.